12° PUNTATA
Antonio Callegaro, un pentito che avrebbe potuto scoprire il velo che copre le attività illecite di Carmine Amitrano, viene ucciso in carcere. Angelo capisce che l’unico modo per mettere con le spalle al muro Carmine è toccarlo su quello che è il suo affare più grosso: il traffico di droga. Iniziano controlli e perquisizioni incrociate di carabinieri e guardacoste, ma Carmine è troppo scaltro e le indagini non approdano a nulla. Nonostante la situazione si sia fatta incandescente, Carmine e Nicotera decidono di non rinunciare al loro affare: il più grosso carico di stupefacenti mai sbarcato sulle coste calabresi. Il fratello di Antonio Callegaro, Rocco, toccato dalle parole di Angelo che lo ha invitato ad aiutarlo a incastrare chi ha ucciso il fratello, arriva vicino alla verità, scoprendo con quale nave avverrà lo sbarco della droga, ma viene scoperto dagli uomini di Amitrano.
Carmine decide ancora una volta di utilizzare a suo vantaggio una situazione apparentemente negativa e, d’accordo con Nicotera e Sofia, ormai a pieno diritto parte integrante dell’organizzazione criminale, prepara il modo per eliminare definitivamente Angelo realizzando, al tempo stesso, l’affare che li renderà ricchissimi.
Gli uomini di Carmine e Nicotera rapiscono il figlio di Rocco Callegaro, che è costretto a dire ad Angelo che lo sbarco della droga avverrà in alto mare, su una barca chiamata Furore. In realtà si tratta di un diversivo per attirare carabinieri e guardacoste lontano dal vero luogo dello sbarco che avverrà da un’altra parte, via aerea. Casualmente, Angelo vede un pregiudicato recarsi dai Callegaro e decide di seguirlo giungendo fino al luogo in cui i malviventi tengono il figlio di Callegaro. Nel tentativo di portare in salvo il bambino, Angelo viene catturato. Dopo un drammatico faccia a faccia con Carmine, Angelo viene condotto sulla Furore, pronta ad esplodere sotto gli occhi dei suoi colleghi, arrivati lì per sventare lo sbarco... Un epilogo inatteso conclude la serie.